Ordo Fratrum Minorum Capuccinorum

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updated 8:48 PM CEST, Jun 26, 2019

San Giovanni XXIII e la Chiesa all’abbraccio con la modernità

Oggi ricordiamo (11.Ottobre) San Giovanni XXIII il papa che rivoluzionò la chiesa attraverso il Concilio Vaticano II. Un uomo santo, e santo per l'oggi, non perché papa, ma perché seppe mettere il vangelo sempre davanti a tutto. Per questo papa Francesco ha scelto questa data per la festa liturgica, legando la memoria del "Papa buono" a quell'evento profetico che aprì la Chiesa all'abbraccio con la modernità..


Ci vuole la sapienza spirituale per affrontare le sfide e le contraddizioni della vita. San. Giovanni XXIII aveva questo dono di umorismo piacevole e la sapienza di affrontare le sfide della vita quotidiana. Il Concilio Vaticano II è stato una risposta con tanti cambiamenti di risanamento nella fede e di doveri per rispondere alle sfide della vita cristiana. Papa Giovanni voleva un Concilio che non fosse di condanna, di opposizione, di critica, ma che facesse del tesoro del Vangelo un dono offerto a tutti, ben consapevole di quanti e quali problemi drammatici l’umanità stava attraversando.


Ricordate quell’episodio mentre teneva un discorso in vaticano vide una signora un pò grassa entrare nell’aula. Arrivata all’ultimo momento lei ha iniziato a spingere gli altri ed è riuscita ad arrivare in prima fila. “La fede può muovere le montagne,” è stato il commento di Papa Giovanni XXIII con un sorriso ispirante. Senza offendere, uno può stimolare le persone, la realtà con amore fraterno e creatività sana. A tanti nostri frati mancano un nuovo linguaggio e un aggiornamento adeguato.


E’ importante capire la sapienza e il messaggio del regno che Gesù voleva trasmettere. Siamo chiamati a sintonizzarci sulla lunghezza d'onda di Gesù e la sua integrazione totale. Questa conoscenza ci darà la passione di fare qualcosa anche piccola nel suo ricordo. Poi per testimoniare ci servono nuovi simboli, esempi e parole semplici che possano arrivare ai cuori dando risposte adeguate e sapienti.
Gesù ci dice: Chiedete e vi sarà dato, Lc 11,8. Chiediamo la grazia per sintonizzarci sulla lunghezza d’onda di Gesù nostro amico e maestro creativo. E’ vero tutti noi abbiamo bisogno di un nuovo linguaggio, di buon umore e passione come in San. Giovanni XXIII. Per sua intercessione chiediamo la luce di Dio per essere anche noi aperto e responsabili. Fidiamoci completamente del Signore, lasciamo che Egli entri, nei nostri luoghi di lavoro e di studio, che abiti anche i sentimenti, i progetti e gli svaghi, perché ci benedica e ci doni la sua grazia, senza la quale nulla è possibile fare di buono. Affidiamoci a Lui, che può fare di ciascuna anima un giardino che diffonde ovunque il profumo del bene.
Charles Alphonse Ofm Cap
Segretario Generale della Formazione