Ordo Fratrum Minorum Capuccinorum

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updated 6:50 PM CET, Jan 24, 2020

Incarnare e rinforzare i valori della nostra identità carismatica

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Fr. Roberto Genuin

Ministro Generale dell'Ordine dei Frati Minori Cappuccini

(Prot. N. 01066/19)

 

Incarnare e rinforzare i valori della nostra identità carismatica

La Ratio Formationis Ordinis

A tutti i fratelli dell’Ordine
Loro sedi

Cari fratelli, il Signore vi dia pace!

Sono contento di poter accompagnare con alcune parole la pubblicazione della Ratio Formationis.

1. Ci sono due passaggi nel Vangelo che, accostati l’uno all’altro, ci spiegano perfettamente in cosa consista l’incarnazione: Gv 1,14 e Mt 25, 31-36. Si tratta di una specie di dittico, le cui due tavole si illuminano reciprocamente. Nel Prologo del quarto vangelo, si dice che il Logos si fece carne e pose la sua tenda fra di noi[1]. E Matteo, in una scena davanti alla quale è impossibile non sentirsi interpellati, chiarisce di che tipo di carne è quella che il Logos ha scelto: è quella dell’affamato, dell’assetato, del migrante, di colui che è nudo, del malato, del prigioniero.[2] In questo consiste, secondo quel che ci rivela lo Spirito attraverso i due testi, la risposta umana all’incarnazione: nella cura della parte più debole dell’umanità.

2. Come Cristo, Parola incarnata del Padre, si fa presente negli esseri umani concreti che troviamo nella nostra vita, così proprio a noi spetta incarnare nella vita di tutti i giorni i valori che condividiamo e che caratterizzano la nostra identità carismatica di frati minori. Ciò che è condiviso e accettato da tutti deve trovare diverse espressioni concrete, a causa delle diverse situazioni e culture in cui siamo inseriti. La nostra sfida è quella di essere fedeli testimoni del Vangelo di nostro Signore Gesù Cristo in diversi contesti culturali.

3. Rendiamo grazie a Dio, perché, come ho annunciato nella lettera di inizio dell'attuale sessennio, il testo ufficiale della Ratio è pronto e può essere pubblicato. Dobbiamo considerare tutto ciò come una grazia. Perciò, a nostra volta, secondo i principi della spiritualità francescana, dobbiamo restituirla, cioè consegnarla agli altri senza riservare nulla per noi stessi; è interpellata la nostra disponibilità personale per continuare a costruire la nostra identità fraterna ovunque ci troviamo. Pensando a come San Francesco descrive il vero frate minore (FF 1782; EP 85), mi ritorna in mente il volto di tanti fratelli che anche oggi vivono la nostra unica identità nei luoghi più diversi del mondo: la gioia e l’accoglienza dei fratelli africani; la sensibilità per la meditazione e la delicatezza dei fratelli dell'Asia; l’attenzione per la giustizia e la difesa della dignità dei più poveri, dei fratelli in America; la solidarietà, l’amore per la libertà e il rispetto per ogni individuo, dei fratelli dell’Europa. Siamo tutti responsabili, con l'aiuto dello Spirito Santo, per continuare a modellare il bel volto del nostro Ordine.

4. La Ratio Formationis ha fatto molta strada nell'ascolto, nella riflessione e nel discernimento. L'Instrumentum laboris è stato presentato, discusso e votato dal Capitolo Generale, che ha proposto alcune modifiche e miglioramenti, che sono stati studiati e integrati da una Commissione creata ad hoc. Nella sessione ordinaria del Consiglio Generale dello scorso settembre, dopo un'attenta lettura del testo finale, con il consenso dell'intero Consiglio Generale, il testo è stato ufficialmente approvato, con decreto di promulgazione dell'8 dicembre 2019, solennità dell'Immacolata Concezione.

5. Con la promulgazione si è conclusa la fase di elaborazione e l'intensa e fruttuosa opera di riflessione, che ha richiesto l'attenzione dell'Ordine negli ultimi sei anni, e si avvia la nuova fase di applicazione e di attuazione. Per questa fase è necessario conoscere bene il testo, di marcato carattere carismatico, e imparare a coglierne e apprezzarne i contenuti; il nostro Proprium è presentato con creatività, e deve servire a tutto Ordine come uno strumento valido per continuare a riflettere e prendere coscienza della nostra identità. In questo modo la Ratio viene a costituire un quadro di riferimento comune, che garantisce la trasmissione dei valori che ci caratterizzano come frati cappuccini, e allo stesso tempo favorisce la creatività e la flessibilità quando si tratta di incarnarli in diversi contesti culturali, valorizzando tutto ciò che è buono ed evidenziando quegli aspetti che necessitano di un ulteriore rafforzamento o persino di una correzione. Sono convinto che conoscere e vivere i valori carismatici del nostro Ordine in modo più coerente ci aiuterà a superare molte delle cose che adesso ci preoccupano.

6. L'attuale Consiglio Generale condivide ed è in profonda armonia con tutti gli argomenti presentati nella RF; sono proprio i Consiglieri generali i primi responsabili del compito di incoraggiare e accompagnare l'incarnazione del contenuto della RF nelle rispettive aree geografiche. Ora, conformemente a quanto si dice nell’Allegato I, al n. 33, si deve prevedere lo sviluppo di un protocollo che guidi efficacemente l'attuazione/applicazione della Ratio. Anzitutto, si dovranno formare i frati responsabili di accompagnare l'attuazione a livello di Conferenza e di Circoscrizione, e poi valutare l'impatto del documento a medio e lungo termine. È responsabilità del Segretariato generale della Formazione incoraggiare e coordinare questo processo.

7. Il Segretariato generale della Formazione è coadiuvato dal rispettivo Consiglio Internazionale per la Formazione (CIF), che si è già incontrato nella settimana dal 18 al 24 novembre con l'obiettivo di conoscere meglio il testo e identificare strategie e metodologie attive, che mettessero in contatto il testo ufficiale con tutti i frati dell'Ordine. Si può ben capire come in questo processo il Consiglio Internazionale per la Formazione (CIF) abbia veramente un ruolo centrale. In comunione con il Consigliere Generale, all'interno della propria Conferenza ciascun membro del CIF dovrà essere un riferimento per i superiori maggiori e per i formatori in materia di formazione. Allora, affinché i consiglieri della formazione possano svolgere efficacemente il loro compito, sarà necessario che i ministri e i custodi conoscano e sostengano il loro lavoro, volto a incoraggiare, accompagnare e valutare i programmi di formazione alla luce della nuova RF. I membri del CIF sono anche responsabili di attivare e mantenere contatti costanti di comunicazione tra la Conferenza e il Segretariato Generale.

8. Le nostre Costituzioni, al n. 25.8, sottolineano l'importanza e la necessità per ogni Circoscrizione o gruppo di Circoscrizioni di avere un Segretariato per la formazione. Chiedo ai Superiori Maggiori di verificare l'esistenza di questo organismo nelle proprie Circoscrizioni e di sostenerlo per il bene della formazione. I segretari provinciali o custodiali della formazione hanno il compito di incoraggiare i guardiani delle fraternità locali e, in modo speciale, i responsabili delle case di formazione.

9. Si apre ora un tempo di opportunità per rileggere tutti i progetti di formazione e per adattarli alle nuove esigenze del mondo di oggi secondo i principi della RF. Tutto ciò presuppone un’opera di sensibilizzazione, e insieme sarà necessario identificare le urgenze e le priorità della formazione di ciascuna delle aree geografiche dell'Ordine. Possiamo così cogliere l'occasione per verificare i valori che professiamo e il modo in cui li trasmettiamo: come funziona la formazione nelle nostre Circoscrizioni, come procede il nostro processo di crescita umana e spirituale, cosa dobbiamo mantenere e cosa dobbiamo cambiare nelle nostre strutture e nei nostri modelli formativi.

10. Tra tutte le questioni attuali ce n'è una particolarmente importante: la configurazione delle fraternità formative, che devono avere un numero sufficiente di frati e di formatori e con una formazione adeguata. Sebbene ci siano alcune difficoltà nelle relazioni, l'esperienza delle fraternità formative interprovinciali sta dando buoni risultati e i formatori e i formandi le valutano positivamente. Senza queste strutture formative, l'accompagnamento personalizzato e il discernimento fraterno non sono possibili.

11. I tempi di adattamento delle strutture formative e dei progetti di formazione ai principi e allo spirito della Ratio sono necessariamente flessibili, poiché i ritmi non sono gli stessi in tutto l'Ordine, né tutti i requisiti possono essere messi in moto con la stessa intensità. In ogni caso, è conveniente preparare un calendario che venga periodicamente rivisto e in cui siano indicati gli obiettivi, le priorità e la pianificazione delle azioni da svolgere.

12. Voglio insistere, ancora una volta, sull'importanza della Missione. Vorrei che i nostri progetti formativi avessero un'impronta missionaria più chiara, aiutando i nostri giovani a mantenere vivo il desiderio di andare, di uscire verso le periferie, di essere sempre aperti e disponibili alla missione, di lavorare generosamente per costruire la pace, la giustizia, la solidarietà e la cura della nostra casa comune. Tutto ciò mi sembra un modo ottimale per mantenere viva la nostra identità carismatica oggi.

13. Metto sotto la protezione di Maria Immacolata, patrona dell'Ordine, tutte le iniziative e le opere che verranno realizzate per incarnare la nostra Ratio Formationis; possa la Madre del Verbo incarnato, in questo tempo di Avvento, riempire le nostre vite di speranza e di autenticità.

Fraternamente,

Fra Roberto Genuin    
Ministro Generale OFMCap

Roma, 8 dicembre 2019
Solennità dell’Immacolata Concezione della Beata Vergine Maria,
patrona dell’Ordine.



[1] “E il Verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi; e noi abbiamo contemplato la sua gloria, gloria come del Figlio unigenito che viene dal Padre, pieno di grazia e di verità.”

[2]31Quando il Figlio dell'uomo verrà nella sua gloria, e tutti gli angeli con lui, siederà sul trono della sua gloria. 32Davanti a lui verranno radunati tutti i popoli. Egli separerà gli uni dagli altri, come il pastore separa le pecore dalle capre, 33 e porrà le pecore alla sua destra e le capre alla sinistra. 34 Allora il re dirà a quelli che saranno alla sua destra: "Venite, benedetti del Padre mio, ricevete in eredità il regno preparato per voi fin dalla creazione del mondo, 35 perché ho avuto fame e mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e mi avete dato da bere, ero straniero e mi avete accolto, 36nudo e mi avete vestito, malato e mi avete visitato, ero in carcere e siete venuti a trovarmi".

 

 

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