Ordo Fratrum Minorum Capuccinorum

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aktualizacja 7:58 AM CET, Dec 2, 2020

Alcuni approfondimenti sulla vanità e crisi di Covid-19

Vanità è il desiderio di fare una bella figura agli occhi degli altri (Qo 1, 2-11). È una preoccupazione, cosciente o meno, per quello che appare più che per ciò che è.

Ogni tanto i religiosi disprezzano le fatiche fatte dalla gente per avere delle cose materiali: una bella macchina, una casa confortevole, soldi in abbondanza, una sposa e due figli e mezzo (questa è la media, lo sai). È facile dimenticare, però, che la vanità crea altri tipi di trappole per noi religiosi. La prima è quella del sound bite, cioè di suonare bene agli orecchie degli altri; e la seconda, quella di creare Dio a nostra immagine.

Il fatto che “non c’è niente di nuovo sotto il sole” è stato dimostrato falso (almeno sembra) quasi quotidianamente durante quest’anno di crisi COVID. In effetti, niente sembra essere più come una volta. Ma c’è un nucleo di verità che rimane in mezzo a tutti i cambiamenti che abbiamo sperimentato durante quest’anno, e nel corso di ciascuna delle nostre vite. Attraverso tutte le sfide, tutte le difficoltà, Dio è stato per noi un rifugio. Dio fedele è rimasto con noi anche quando eravamo ciechi a riconoscerlo. Abbiamo superato molto, siamo persone migliori, e questa è la vittoria di Dio in noi.

Riguardo alla seconda tentazione, quella di creare Dio a nostra immagine, mi pare che ci sia stato un aumento dell’odio nel nostro mondo. E peggio ancora, l’odio che alcuni pensano sia approvato da Dio. Questo non è la vittoria di Dio nel mondo, ma la vittoria del Maligno, il grande Bugiardo.

Qualcuno ha detto: “Sono così stanco di persone che corrono in giro con la bocca piena di scritture e il cuore pieno di odio”. A noi dicono: Le parole non bastano. Nemmeno quelle belle.

Questo odio è accompagnato da un certo intorpidimento – anestesia – dell’anima e del cuore umano. Se la collera e la rabbia non sono dirette a me personalmente, le lascio stare, come se non l’avessi mai sentito o visto. Nel mio paese, cioè negli Stati Uniti, quest’odio ha assunto soprattutto la forma del razzismo: i bianchi, la maggioranza dei quali cristiani, inclusi i cattolici, dando voce al loro odio per i neri, i latini, gli asiatici, i musulmani e gli immigrati— e ci sono molti altri gruppi che sono stati oggetto di odio. In risposta, alcuni hanno suggerito che dobbiamo rispettare l’opinione di tutti. Questo consiglio è vero e valido per affermazioni come “Non mi piace il gelato” (una cosa inimmaginabile!), oppure “non mi piace il caffè” o “a me non piace il cioccolato”, ma non va per “Non mi piace quel gruppo di persone”. Se c’è qualche dubbio su ciò che Gesù intendeva quando ci ha detto “Ama il tuo prossimo”, San Giovanni lo rende assolutamente chiaro: “Se uno dicesse: ‘Io amo Dio’, e odiasse il suo fratello, è un mentitore. Chi infatti non ama il proprio fratello che vede, non può amare Dio che non vede. Questo è il comandamento che abbiamo da lui.” Gesù ha visitato le case di coloro che erano disprezzati dalle persone religiose; le ha toccate e si è lasciato toccare; ha mangiato e bevuto con loro. Le uniche persone da cui era disgustato erano gli ipocriti religiosi; e le uniche persone cacciate dal tempio erano i religiosi finti.

Oggi ricordiamo tutti coloro le cui vite sono state cambiate dalla pandemia. Mentre stiamo disinfettando tutto il resto, assicuriamoci di cancellare l’odio dai nostri cuori; perché anche questo è un virus mortale.

Fra. Patrick McSherry Ofm Cap, Archivistà, Curia Generale, Roma