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Giovanni Pietro da Sesto San Giovanni

Il 21 maggio 2022 Papa Francesco ha autorizzato la Congregazione delle Cause dei Santi ad emettere il Decreto sulle virtù e sulla fama di santità di fr. Giovanni Pietro da Sesto San Giovanni, missionario cappuccino. 

La chiamata ad annunziare il Vangelo a chi ancora non aveva ascoltato la Parola viva del Signore, trovò in fr. Giovanni Pietro da Sesto San Giovanni o, come solitamente era chiamato, Giampietro, risposta pronta che andò sempre più radicandosi nel dono totale di sé e nella consegna fiduciosa alla Provvidenza di Dio. Portare la fede, evangelizzare, dando speranza attuando con gesti concreti la carità, fu per fr. Giovanni Pietro il metodo che lo fa riconoscere ancora oggi come “l’uomo di Dio” e “il servo fedele”. 

Morto a soli quarantacinque anni di età, dei quali ventidue di sacerdozio e diciannove come missionario nel Nordest del Brasile tra Fortaleza e Manaus, porta dell’Amazzonia, non indietreggiò difronte al sacrificio e all’ignoto, ma rimase saldo nella certezza che il Signore lo avrebbe guidato e sorretto. Così pur nel dolore provocato dal massacro di Alto Alegre, dove furono uccisi 4 frati cappuccini, 7 suore cappuccine della Congregazione delle Cappuccine di Loano, fondate da santa Maria Francesca Rubatto, due Terziari Cappuccini e oltre 270 indigeni che abitavano nella Colonia São José da Providência, il Servo di Dio ha saputo scorgere i segni della grazia di Dio che lo chiamava, ancora una volta, a radicare più profondamente la sua vocazione missionaria. 

Anche la fondazione delle Suore Missionarie di San Francesco di Assisi in Brasile, un Istituto nato nella missione, con ragazze e donne del Brasile, e il cui scopo era la missione, testimoniano tutto il suo zelo missionario. Incarnando in se la duplice caratteristica del frate cappuccino di gioiosa austerità e di fedele vicinanza alla gente, il Servo di Dio è anche nell’oggi fonte di ispirazione per i frati cappuccini chiamati ad essere evangelizzatori e missionari. 

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Fr. Giovanni Pietro, nacque il 9 settembre 1868 a Sesto San Giovanni, diocesi di Milano. Lo stesso giorno fu battezzato nella parrocchia di Santo Stefano con il nome di Clemente. I suoi genitori, Carlo Recalcati e Giuditta Strada, contadini, profondamente cristiani, educarono Clemente alla fede, all’attenzione ai più poveri e all’osservanza dei precetti della Chiesa. Adolescente collaborava nelle attività dell’Oratorio parrocchiale stringendo amicizia con Stefano Caimi ed insieme frequenteranno il convento dei frati cappuccini di Milano-Monforte. Ammesso al noviziato dei cappuccini, il 2 marzo 1885 emetteva la professione temporanea. A Bergamo, per gli studi di filosofia e teologia, il 17 settembre 1888 emetteva la professione perpetua. Il 23 maggio 1891 fu ordinato sacerdote a Milano. Il suo vecchio amico d’infanzia, Stefano Caimi lo aveva preceduto di qualche anno nell’ingresso tra i frati cappuccini, ma insieme, il 10 novembre 1894 partirono da Genova, per il Nordest del Brasile nella missione da poco aperta dai frati cappuccini della Provincia di Lombardia. Il 25 novembre 1894, con oltre 1.700 emigranti italiani, la loro nave entrava nel porto di Recife. 

Il 3 dicembre 1894, festa di San Francesco Saverio, dopo un viaggio alquanto scomodo, il Servo di Dio giungeva a São Luis de Maranhão accolto dal suo antico Maestro di noviziato, padre Carlo da San Martino Olearo, Superiore della missione cappuccina del Brasile, ma un attacco di beri-beri (polineurite endemica), gli impedì di svolgere il suo ministero pastorale e fu inviato per le cure necessarie nel villaggio di Rosario. Qui, ripresosi, predicò la sua prima missione al popolo. Il 20 aprile 1898 fu nominato vicario del convento del Carmo a São Luis, profondendosi in un fecondo ministero apostolico e organizzativo della comunità cristiana. 

Il 13 marzo 1901, accadde il fatto che segnerà la vita della missione e quella personale del Servo di Dio: il massacro di Alto Alegre. La notizia giunse a São Luis il 21 marzo 1901 provocando in padre Carlo da San Martino Olearo un terribile shock che lo rese incapace di guidare la missione. Padre Giovanni Pietro fu così chiamato a sostituirlo.

I problemi da affrontare e le preoccupazioni per la vita dei frati e della missione non mancarono. Primo fra tutti era la situazione della Colonia di Alto Alegre. Il Servo di Dio Giovanni Pietro si impegnò a fondo per aprire un collegio femminile incontrando però molte difficoltà nel trovare le suore che ne avrebbero assunta la direzione. Finalmente individuò a Canindè un gruppo di cinque giovani ragazze che gli manifestarono il desiderio di diventare consacrate francescane. Era il primo nucleo di quella che sarà poi la Congregazione delle Suore Missionarie di San Francesco d’Assisi in Brasile. Il rito della vestizione e dell’imposizione del nome da religiosa avvenne a Bélem il 18 dicembre 1904. 

Intanto fr. Giovanni Pietro continuava nel suo servizio di Superiore Regolare con le lunghe ed estenuanti visite pastorali, desobriga, alle fraternità dei frati cappuccini della missione dislocate in un vasto territorio.

Giunto al termine del suo mandato di Superiore, il 22 aprile 1909 fu destinato dapprima alla Colonia del Prata e successivamente a Belém. Allo scadere del triennio di governo di padre Stefano da Sesto San Giovanni (1909-1912), i frati lo scelsero ancora una volta come Superiore Regolare. Il Servo di Dio riprendeva con coraggio e dedizione questo nuovo mandato di servizio. Nel novembre 1913 terminata la vista a Canindé, faceva ritorno a Fortaleza dove, ormai allo stremo delle forze, fu sottoposto a tre successivi interventi chirurgici.

Il 2 dicembre 1913 dopo aver chiesto di confessarsi e di ricevere il sacramento degli infermi e il viatico, perdeva conoscenza. Il 5 dicembre 1913 alle ore 10.30, primo venerdì del mese e giorno dedicato al Sacro Cuore di Gesù, il Servo di Dio moriva nella pace del Signore.

La Causa di beatificazione e canonizzazione ha avuto inizio il 12 settembre 1997, ottantaquattro anni dopo la morte e gli atti dell’Inchiesta furono consegnati a Roma, il 10 gennaio 2005. La Positio fu sottoposta al giudizio dei Consultori storici e teologi, rispettivamente nel gennaio e maggio 2018. Il Cardinali e Vescovi nella Sessione Ordinaria del 26 aprile 2022 hanno riconosciuto che fr. Giovanni Pietro da Sesto San Giovanni ha esercitato in grado eroico le virtù teologali, cardinali e annesse. 

 

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Última modificação em Segunda, 23 Mai 2022 15:29
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